Discoteche all’aperto e ipotesi di riapertura Estiva

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«D’estate ci sono quasi esclusivamente discoteche all’aperto . Siamo pronti a riaprire al pubblico, rispettando il distanziamento sociale».

Sono le parole di Maurizio Pasca, presidente del Silb, l’associazione delle imprese che fanno intrattenimento da ballo e pubblico spettacolo e che ha circa 2500 aziende iscritte.

Il mondo della notte in Italia vede cinquantamila addetti coinvolti, per un fatturato di 4 miliardi annui. Sono 4,7 milioni di persone che, ogni weekend, passano una notte in discoteca. Ecco solo alcuni dei numeri della nightlife – il primo a chiudere i battenti, già a fine febbraio – che adesso, in questa fase 2, chiede di avere delle risposte dal governo. E, soprattutto, si dice pronto a ripartire, in sicurezza.

La Proposta Silb
I gestori delle discoteche sono pronti ad aumentare la distanza tra le persone, da una persona a metro quadrato attuale fino ad un metro e mezzo. «Possiamo predisporre la misurazione della temperatura all’ingresso con i termoscanner – così suggerisce Pasca – e fare in modo che si entri solo su prenotazione, fornendo le proprie generalità». Condizione sine qua non è che il personale della sicurezza sia formato proprio in chiave anti-Covid, per garantire il rispetto delle regole di distanziamento. «La situazione delle discoteche è drammatica – evidenzia Pasca – Se dovessimo essere autorizzati a riaprire soltanto in autunno, il 20% dei locali non riaprirà mai più. Ma se, come ho letto, la riapertura dovesse slittare a marzo 2021, il 70% del settore chiuderà i battenti per sempre».

Gli appelli a Conte
Tra marzo e aprile il Silb, insieme anche alle associazioni di categoria dei Dj, ha scritto due lettere al presidente del consiglio Conte. «Abbiamo chiesto la soppressione di tasse e tributi per l’anno in corso – spiega Pasca – e un contributo a fondo perduto, parametrato sull’effettiva perdita di fatturato. Ma è anche importante ottenere una moratoria sugli affitti». Il Silb ricorda che le discoteche subiscono un carico fiscale importante: «Su ogni biglietto di ingresso bisogna pagare l’Iva, l’imposta di intrattenimento e la Siae: questo equivale quasi alla metà del costo del biglietto». «Siamo stati responsabili, chiudendo prima di tutti – dice il presidente del Silb – ma ora chiediamo al governo di sostenere un settore che dà lavoro e di cui, fino ad oggi, non si è parlato quasi per niente».

Cosa succederebbe in Versilia
Cosa accadrebbe al mondo delle discoteche in Versilia se venisse dato il consenso all’apertura solo per quei locali che in estate svolgono la propria attività all’aperto? Se è vero che la maggior parte delle discoteche di Viareggio, Lido di Camaiore, Marina di Pietrasanta e Forte dei Marmi dispongono di ampi spazi aperti, è anche vero che alcuni ne risulterebbero fortemente penalizzati.
Per una riapertura più equa ma comunque sicura potrebbe quindi essere valida un’ipotesi di aumento della distanza tra le persone, magari calibrata sulla tipologia di locale, se prevalentemente all’aperto o prevalentemente al chiuso.

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